Categorie
Uncategorized

In medio stat Jeremy Clarkson!

Jeremy Clarkson.

Avete presente? L’inglese alto e irriverente di Top Gear. Bene. Ora prendete un giornalista spocchioso che lo odia a morte e, viceversa, un suo sostenitore con l’immancabile “#JeSuisClarkson” appena tatuato sulla fronte. Amalgamate bene il tutto, aggiungete un pizzico di buon senso e tirate tutto fuori dalla finestra. Fatto? Ottimo! Quando si dice la ricetta per un articolo…

A voler ridere, il nome di Clarkson in ebraico significa “Esaltazione del Signore” (fonte: Wikipedia). Se il “Signore” in questione è un istigatore di “flame” planetari lo trovo più che adatto, considerato quanto sta succedendo in queste ore. Nel mondo ci sono 204 stati (oggi Wikipedia è presa d’assalto) e in più della metà di questi viene trasmesso Top Gear, il programma televisivo condotto da Jeremy sin dal lontano 1988, con un seguito di spettatori vicino al mezzo miliardo. Non sarà l’apocalisse, ma la scelta della BBC di sospendere il conduttore ha scatenato reazioni opposte in ogni angolo del globo, anche se del tutto prevedibili: pro e contro, ipocrisia e finto buonismo.

Ipocrisia e finto buonismo, perchè di questo si parla! Parliamo, da un lato, di persone che fino a 2 mesi fa si scrivevano #JeSuisCharlie anche sulle gengive e, dall’altro, di individui che ridono, scherzano, ma guai a toccargli l’auto preferita o il paese natio! Onestamente, le battute per cui viene insultato/esaltato da anni mi sono sembrate molto meno “estreme” del vedere un’orgia tra i 3 esponenti della Trinità cristiana sulle pagine di Charlie Hebdo, ma non per questo tutto può essere concesso alla “trinità” di Top Gear e specialmente a Jeremy Clarkson stesso!

Jeremy ClarksonParliamo della versione ufficiale, secondo cui “Jezza” avrebbe colpito uno dei produttori del programma: considerate le denunce e gli incidenti diplomatici in cui sono incorsi i dirigenti della BBC nel corso degli anni a causa del cinismo genuino del suo “alfiere motoristico”, perchè questi ultimi dovrebbero inventarsi una scusa per appiedarlo? Per di più, senza che James May o Richard Hammond obiettino alcunchè! Quindi prendiamo per buona questa versione, almeno fino all’arrivo di notizie più dettagliate e diciamolo in coro: Jeremy Clarkson se l’è cercata. Era stato avvisato, gli era stato notificato un ultimatum non più di 10 mesi fa e, tra parentesi, non è nuovo a comportamenti del genere, avendo lasciato una cicatrice sul viso di Piers Morgan nel neanche troppo lontano 2004. Probabilmente, uno dei suoi soliti attacchi di “dark humor” non lo avrebbe esposto ad una reazione del genere. Ma se è possibile finire in galera per un’aggressione e non per aver detto che i navigatori Mini “…portano solo in Polonia.” un motivo ci sarà!

E qui arriviamo al punto intorno a cui orbita tutto il problema: una volta che verrà sanzionato, denunciato e chissà cos’altro, non dovrebbe aver concluso quell’iter che spetta a chiunque venga riconosciuto colpevole di una rissa? Dalla BBC fanno sapere che le ultime puntate della serie saranno trasmesse a data da definirsi, se saranno trasmesse. Perchè privare il programma del suo elemento di spicco? Parlare di “comportamento diseducativo” è come cianciare di vento a Barcellona: il carattere di Jeremy è conosciuto da quasi 30 anni, tempo un po’ eccessivo per rendersi conto che forse non è il caso di mandarlo in onda. Come se Enzo Ferrari avesse preteso un Villeneuve pacato e costantemente lucido non al primo incidente, ma all’inizio della stagione ’82! Il canadese era così, punto. Esattamente come Jeremy. Ed è anche su questo che si è basato il successo di Top Gear nel corso degli anni, che ha fruttato milioni di sterline ai dirigenti dell’emittente televisiva e migliaia di lamentele all’ufficio reclami della stessa.

Per cosa poi? Per qualche frase e gesto che su un giornale come Charlie Hebdo non sarebbero state pubblicate neanche nella rubrica “Umorismo leggero”? Eppure di fronte al terrorismo ci siamo tutti schierati per proteggere la libertà d’espressione, ma qui di terroristico non c’è niente. Non ci sono fucili o kamikaze, nè spargimenti di sangue o ostaggi in pericolo, ma solo un uomo che dell’irriverenza ha fatto la sua bandiera, per di più nel totale rispetto degli altri. Perchè nessuna persona sana di mente, dopo averlo ascoltato, può pensare che tutti i camionisti siano dei macellai di prostitute, o che tutti i coreani si cibino di cani, o che le persone con malformazioni del viso vadano derise. Eppure nel 2012, un’importante associazione britannica lo ha querelato per aver paragonato un furgone giapponese ad una faccia butterata. Assurdo! Allora il sottoscritto dovrebbe finire in catene per aver paragonato la Assystem City Car by Sbarro ad una Citroen 2Cv con il raffreddore. O, per lo meno, dovrebbe trovarsi sotto casa una folla di persone armate di forcone provenienti dall’associazione “Amici delle Narici”! Invece non succede niente di tutto questo, perchè se è vero che un vip come Mr. Clarkson di certo non finirà in prigione per una “scazzottata” rispetto ad un qualsiasi cittadino, è altrettanto vero che un qualsiasi cittadino non ha il risalto mediatico, o meglio, il “fiato sul collo” mediatico di cui invece gode, suo malgrado, il conduttore di Top Gear.

Sia chiaro, Jeremy Clarkson non è una vittima. Ha scelto una vita, un modo di essere e le ripercussioni che ne conseguono. Insomma, come si direbbe in Italia, è adulto e vaccinato. Non può però che fare tristezza l’atteggiamento di molti giornalisti che, di fronte a questa notizia, non hanno risparmiato attacchi anche molto pesanti, come se si fossero finalmente liberati di un peso. Fa tristezza vedere una compilation di gaffes del conduttore pubblicata sul Daily Telegraph, accompagnata da una frase che descrive Jeremy Clarkson come un “quattordicenne, un bullo milionario che sguazza nel suo pigro bigottismo“. Ma fa altrettanta tristezza vedere 300.000 e passa firme a favore del suo reinserimento immediato, passando sopra al fatto che ha malmenato (nuovamente) un individuo solo perchè “lui è Jeremy!”. In medio stat virtus (non il dito).

James May e Richard Hammons sembrano incerti sul da farsi, dopo l'allontanamento di Jeremy.Di certo, James May e Richard Hammond non cedono a questo clima di tristezza e reagiscono con la solita sobrietà. Da Twitter, “Hamster” consiglia di mandare in onda “Last of Summer Wine” (“no one will notice the difference“, nessuno noterà la differenza, cit.), mentre “Captain Slow” consiglia “663 Squadron“, prima di scrivere “Save Clarkson? Save empty cardboard boxes. They’re far more useful.” (Salvare Clarkson? Salvate le scatole di cartone vuote. Sono sicuramente più utili. cit.)

Di certo il senso dell’umorismo non manca! Ma, visto il clima, sarà un bene?

Di Lorenzo Michetti

Sono il Dexter, all'anagrafe Lorenzo Michetti, fondatore di Nuvolari's Crypt su Facebook e grande appassionato di motori. Ma non solo. I miei campi di interesse passano dalle monoposto alle "ruote coperte", senza escludere una buona dose di motociclismo. Il tutto mischiato ad una grande curiosità per la meccanica e una sincera esaltazione ogni volta che ho la possibilità di stringere un volante.
Buona lettura!