Le partenze anticipate e lo sfogo di Dyson: è il momento di cambiare approccio?

“Chi ben comincia è a metà dell’opera”. Sembrerà banale ma questo detto incarna alla perfezione l’importanza della partenza in una competizione, automobilistica e non: basti pensare all’atletica leggera, dove non solo le gare sono (generalmente) più corte che nel motorsport ma addirittura uno scatto anticipato può portare alla squalifica dell’atleta.

Il discorso è facilmente allargabile allo sport del motore. Che porti vantaggio o no al pilota che la esegue, la partenza anticipata viene sempre sanzionata con un drive through (o ride through se si parla di motociclismo).

Nel quartultimo appuntamento stagionale dell’American Le Mans Series a Baltimore la Direzione Gara ha avuto a che fare con un ennesimo caso. Chris Dyson è stato accusato di aver accelerato prima del dovuto in occasione della seconda partenza della corsa, precedentmente sospesa con la bandiera rossa per un incidente di gruppo al primo start, e di conseguenza penalizzato.

Il pilota del team di Rob Dyson, visibilmente contrariato, non ha preso bene la decisione dei marshalls. “Nella riunione pre-gara erano state date precise istruzioni riguardo alla partenza: passata la chicane, era permesso accelerare. Questo per evitare che, come accaduto in passato, qualcuno rallentasse per controllare la bandiera causando incomprensioni. Invece la vettura del Pickett Racing (guidata in quel momento da Klaus Graf, ndr) lo ha fatto e ha generato l’incidente alla prima patenza. Al secondo tentativo noi abbiamo fatto la stessa cosa e anche loro si sono ripetuti, con il risultato che per qualche inesplicabile ragione ci è stata comminata una penalità; devo dire che sono piuttosto disgustato da tutto questo”.

Dyson rincara la dose: “la bandiera verde significa che si può shiacciare sul pedale del gas, cosa che io ho fatto appena l’ho vista, ma non si sa per quale motivo siamo stati penalizzati per partenza anticipata malgrado la manovra non ci abbia portato alcun vantaggio. Noi avevamo già perso un’ora di gara e il pubblico un’ora di spettacolo, non era certamente il caso di complicare ulteriormente le cose giocando con i regolamenti: le corse sono un’altra cosa”.

Non si è fatta attendere la replica di Graf. “Nel drivers meeting è stato specificato che prima di accelerare sarebbe stato necessario attendere che la terza fila di macchine avesse passato la chicane. Io l’ho fatto e questo è tutto quello che ho da dire a proposito. Gli altri dovrebbero leggere il regolamento e ascoltare durante le riunioni”.

A prescindere a chi abbia ragione e chi torto, da questo episodio si può trarre uno spunto di riflessione: per quale motivo penalizzare indistintamente ogni pilota che “si macchia” di partenza anticipata? La discriminante che i commissari dovrebbero tenere in considerazione in queste situazioni non dovrebbe essere il fatto che una vettura sia partita o no prima del dovuto, quanto piuttosto se abbia effettivamente tratto vantaggio dalla manovra. Va sottolineato infatti come molti piloti, una volta accortisi di essere scattati troppo presto, rallentino o si fermino perdendo tempo e posizioni. Per quale motivo penalizzare ulteriormente qualcuno che si è già penalizzato da solo?

I regolamenti vanno rispettati, non seguiti alla lettera applicando la legge ad occhi chiusi. Valutare singolarmente ogni episodio è doveroso, perché come dice Chris Dyson le corse non si fanno giocando con le regole: sono un’altra cosa.