Max Verstappen: E’ lui il campione del futuro?

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Impressionante. E’ questo il primo l’aggettivo che mi viene in mente per descrivere Max Verstappen.

Olandese, appena sedicenne, Max fa parte di una vera e propria dinastia da corsa: ovviamente tutti conoscono suo padre Jos, 106 partenze in F1 con Benetton, Simtek, Footwork, Tyrrell, Stewart, Arrows e Minardi tra il 1994 e il 2003, ma anche sua madre ha corso -e con ottimi risultati- nei kart (vittoria al Margutti nel 1995 in Formula A).

Il nonno materno, Paul Kumpen, vanta esperienze in GT e lo zio, Anthony Kumpen, lo abbiamo visto più volte impegnato a Le Mans e nel FIA GT e quest’anno lo stiamo seguendo in NASCAR Whelen Euro Series.

Normale che con un background del genere Max crescesse a “pane e motori”: il suo debutto in kart avviene a 7 anni.

Nei confronti dei figli d’arte c’è sempre un po’ di scetticismo, talvolta si è portati a perdonare loro ben poco, convinti che abbiano la “pappa già pronta” e siano nettamente avvantaggiati rispetto a chi non vanta parenti, amici o sponsor in grado di spianare la strada.

Inoltre il confronto con il papà può essere davvero scomodo….Non è stato questo il caso per Max, che ha cominciato a (con)vincere da subito.

Al suo secondo anno in kart ha vinto il campionato belga Rotax Max (classe minimax), la stagione successiva ha vinto sia il campionato belga che quello olandese.

Nel 2008 si è aggiudicato il titolo “cadetti” in Belgio, nel 2009 ha vinto il campionato belga classe KF5, nel 2010 in KF3 si è imposto nella WSK Nations Cup, nella WSK World Series e nella WSK Euro Series, nel 2011 ha bissato il successo nella WSK Euro Series (sempre in KF3), nel 2012, passato in KF2, ha fatto sua la WSK Master Series, nel 2013 si è scatenato portando a casa in KF2 il campionato europeo e in KZ l’accoppiata europeo-mondiale.

Insomma un curriculum davvero notevole, che non poteva che portarlo alle monoposto.

Ma anziché uniformarsi al classico approccio con la Formula Renault, categoria preferita per la transizione dai kart alle formule minori, Max ha deciso di affrontare direttamente il salto in Formula 3. Un passaggio diretto, quello dai kart alla F3, davvero difficile e per questo molto insolito, non solo oggi ma anche nei tempi passati quando la Formula Ford rappresentava il primo passo classico dei neo-formulisti appena scesi dal kart.

Un salto, quello del figlio di Jos, reso ancor più proibitivo dal campionato scelto (non una serie nazionale, ma addirittura il campionato europeo, difficile e selettivo, in grado di far emergere in passato talenti del calibro di Hamilton, Vettel, Di Resta, Rosberg, Kubica, Hulkenberg, Grosjean, Bianchi, Sutil, Buemi, Bottas e i nostri Mortara e Marciello) e, se vogliamo, un po’ anche dal team di appartenenza (la squadra olandese Van Amersfoort Racing, attiva soprattutto nella Formula 3 tedesca, ma incapace di imporsi finora in Europa).

Insomma, realisticamente si prospettava un 2014 di transizione, utile a Max per fare esperienza, conoscere la macchina, le piste, l’ambiente, il metodo di lavoro.

E invece Verstappen junior non ci pensa proprio a procedere per gradi e ancora una volta ha bruciato le tappe: primo podio alla terza gara, prima pole alla quinta, prima vittoria alla sesta.

Ora, dopo 18 gare su 33 in calendario, Max ha collezionato 7 successi (6 consecutivi nelle ultime 6 gare), 4 giri più veloci in gara e 4 pole position ed è secondo in campionato alle spalle del francese Ocon, pure lui rookie, ma un anno più grande (e con due anni di esperienza in più in monoposto) e soprattutto portacolori dello squadrone Prema, capace di vincere gli ultimi tre titoli europei.

Verstappen è dietro di 74 punti, ma negli ultimi due appuntamenti (Spa e Norisring) ha recuperato ben 78 lunghezze al capoclassifica Ocon e sembra destinato a rendere sempre più difficile la vita del francese, visto che la sua confidenza in pista migliora gara dopo gara.

Non bisogna neanche dimenticare che Max sconta anche un po’ di sfortuna, per esempio gara 2 di Hockenheim dove non ha potuto sfruttare la pole position a causa di un problema al cambio che lo ha fermato già nel giro di ricognizione.

L’olandese stà dimostrando davvero una stoffa fuori dal comune: è capace di andar forte da subito come solo i veri talenti sanno fare e ha una versatilità ed una capacità di adattamento straordinarie.

Pensiamo solo alle ultime sei gare (tutte vinte), disputate su piste che non potrebbero essere più diverse per caratteristiche: Spa, circuito lungo e veloce, e il Norisring, breve tracciato cittadino.

Ovviamente in questi casi bisogna andarci con i piedi di piombo: ciò che conta è la regolarità non solo durante un campionato, ma anche anno dopo anno.

Solo migliorando costantemente e mantenendo un alto standard di rendimento Verstappen potrà confermare queste splendide promesse. Importantissima sarà anche la capacità di reagire e di far fronte ad eventuali difficoltà che potrebbero presentarsi in futuro.

Davanti agli occhi abbiamo l’esempio di Marciello e Fuoco, dominatori lo scorso anno, rispettivamente, della Formula 3 Europea e della Formula Renault Alps e quest’anno alle prese con una prima parte di stagione davvero difficile (il primo in Gp2, il secondo proprio nella FIA European Formula 3).

Ma, anche con tutte le cautele del caso, continua a destare molta sorpresa e perplessità il fatto che Verstappen junior non sia stato ancora scelto per entrare a far parte di una delle driver academy o programma giovani dei team di F1.

Crediamo che sia solo questione di tempo, o meglio vogliamo crederci, perché un Max Verstappen fuori da un programma junior alimenterebbe ulteriormente dubbi e perplessità sulla gestione di questi vivai.