Il podio di Barcellona – Analisi e dichiarazioni

coppa

Spanish+F1+Grand+Prix+jxdQ3linx39lMax Verstappen (Red Bull): “È una sensazione veramente speciale. Ovviamente non mi aspettavo di vincere: quando i due della Mercedes sono usciti mi sono concentrato sul podio, ma ritrovarsi in testa nel finale è stato incredibile. Sentendo l’inno olandese per la prima volta in F1, ho pensato a mio padre e ho sentito che stava piangendo. Quindi si, è incredibile! Ha speso molto tempo per me e questo risultato è merito anche suo. Non mi sentivo nervoso durante la corsa, ho solo cercato di guidare come meglio potevo. Ci siamo concentrati molto sulla gestione delle gomme, visto che dal mio ultimo stop sarebbero mancati 32 giri alla fine, ma è andato tutto bene. Negli ultimi 5 giri ho visto che Kimi ha lasciato perdere, ha provato a superarmi diverse volte e questo ovviamente ti deteriora la gomma. Da lì in poi ho pensato solo “Okay, concentrati sulle gomme e porta la vittoria a casa!” Non mi scorderò mai tutto ciò, è incredibile. Sono senza parole. Ero in buona compagnia sul podio, nel senso che Kimi ha corso anche contro mio padre e questo è veramente divertente! Ho festeggiato tanto già nel giro di rientro tanto da farmi venire i crampi, ma fa parte del gioco.”

Appena maggiorenne e già in grado di stupire con una complessa monoposto Red Bull, probabilmente più “facile” da portare al limite rispetto alle vetture di qualche anno fa, ma di certo richiede una dose di “manico” non indifferente. Specie se la si guida per la prima volta durante le prove libere di un Gran Premio, facendo segnare tempi vicini se non superiori a quelli del compagno di squadra che, invece, è nel team da ben 3 anni. Mostruoso! In qualifica la portata del suo crono viene ben sintetizzata dal sospiro di sollievo di Daniel Ricciardo alla radio, costretto ad un giro da panico per riuscire a portarsi davanti al nuovo compagno di casacca. In gara gestisce gomme e pressione come un veterano, come se alle sue spalle non ci fosse uno dei migliori Kimi Raikkonen visti negli ultimi 2 anni che ha tentato in tutti i modi di costringerlo all’errore. Errore che non è arrivato. Di questo passo, il finlandese della Ferrari non potrà essere l’unico a fregiarsi del titolo di “Iceman”.

coppacoppa

Kimi Raikkonen (Ferrari): “Non ho fatto una buona partenza, con tanto pattinamento quando ho rilasciato la frizione. Ho cercato di riguadagnare posizioni già nelle prime curve e mi sono portato alle spalle di Max abbastanza agevolmente. La vettura è andata bene e la velocità c’era, ma quando segui un’altra macchina per tanti giri le gomme soffrono, quindi mi sono ritrovato con meno grip nel finale. Spanish+F1+Grand+Prix+88VZBHJHOfIlÈ stata dura seguirlo così da vicino, non sono mai riuscito ad avvicinarmi all’ultima curva perchè andava veramente forte là. È abbastanza deludente non vincere per così poco, ma dopo un week-end difficile come questo dobbiamo essere felici per il risultato. Come team continueremo a lavorare sodo per artigliare la vittoria, continueremo a lottare anche in fine settimana difficili come questo, dobbiamo tenere duro e fare punti. Max ha veramente meritato questa vittoria, ma per me non è una sorpresa: lo scorso anno ha fatto buone cose e adesso, con un’auto migliore, ha avuto la possibilità di vincere.”

Il week-end della Ferrari è stato tutt’altro che da incorniciare, ma il finlandese è riuscito a tirar fuori una dose di aggressività e potenzialità prestazionale che, evidentemente, celava da tempo: in qualifica è di nuovo davanti a Sebastian – per 2 decimi – e sfiora la possibilità di stare davanti ad almeno una Red Bull, quella di Verstappen, nonostante le monoposto dei “bibitari” avessero un passo decisamente più veloce, vuoi per i setup, vuoi per le condizioni ambientali. In gara parte male per l’ennesima volta, ma recupera velocemente e conduce una corsa in maniera quasi irreprensibile, cercando di tirar fuori il meglio da una SF16-H mai a suo agio con le gomme medie e con temperature così elevate. E ora, è 2° nella classifica piloti. What else?

coppacoppacoppa

 

Spanish+F1+Grand+Prix+8MyCFo1B_PQlSebastian Vettel (Ferrari): “Oggi c’era la possibilità di vincere, quindi io ho gareggiato per vincere, cioè quello che speravo. Ma dopo l’ultimo stop ho capito che non c’era nulla da fare anche con delle gomme più fresche di un paio di giri, visto che gli altri erano lontani. Abbiamo faticato con le gomme medie che invece si adattano bene alle Red Bull, ed è per questo che io e Kimi non abbiamo potuto attaccare, mentre andavamo molto bene con le soft. Abbiamo deciso di diversificare la strategia tra le due auto: io ho fatto 3 soste, cercando di attaccare il leader e ci sono riuscito, ma nel finale sia io che Daniel siamo finiti alle spalle del duo di testa. Alla fine di tutto ci mancava il ritmo, ed è qualcosa che dobbiamo sforzarci di capire. Non c’era niente che non andasse con la monoposto, va bene e ha funzionato egregiamente, con le nuove soluzioni portate qui che sembra abbiano funzionato. Congratulazioni a Verstappen: la prima vittoria è uno dei momenti migliori che puoi vivere, qualcosa di veramente speciale. Quindi tanto di cappello, Max è riuscito a stare davanti anche se Kimi gli ha messo molta pressione.”

È un Sebastian Vettel amareggiata quello che torna da Barcellona, e non solo perchè il giovane figlio di Jos gli ha strappato il record di età. Forse è la stanchezza, forse la delusione, fatto sta che il tedesco sorridente e positivo dell’anno scorso non lo si vede quasi più, anche quando la Ferrari non lo lascia a piedi inaspettatamente e riesce ad artigliare un podio, il 3° della stagione. In qualifica soffre nel Q3 e per poco non finisce dietro alla Williams di Bottas, tutt’altro che irresistibile sulla pista catalana. In gara parte bene ma è stranamente coscienzioso, tanto che in curva 3 viene lasciato sul posto anche da Sainz. Da quel momento in poi, intuendo le potenzialità di una gara orfana delle 2 Mercedes, ci dà dentro e riprende le Red Bull, staccando il compagno di squadra. Poi dal muretto della Rossa arriva la decisione di “placcare” Daniel, e addio sogni di vittoria. Però si esalta in una strenua difesa della posizione ai danni di un arrembante Ricciardo, apparso meno lucido rispetto al solito, anche se è da capire se la sua ostinazione derivi dall’antipatia di vecchia data verso l’australiano o per la voglia di risalire sul podio.Spanish+F1+Grand+Prix+Wrw7us5dosil

Il commento

Nel 2013 correva ancora con i kart, mentre nel 2014 ha partecipato alla sua prima stagione alla guida di una monoposto, nella F3 europea. Basta questo per comprendere cosa è riuscito a fare ieri Max Verstappen a 18 anni e mezzo. Il Gran Premio di Spagna 2016 rimarrà nella storia essenzialmente per l’incredibile prestazione di questo ragazzino di Hasselt, ma non solo: l’incidente tra le 2 Mercedes al via ha attirato l’attenzione generale almeno fino a quando non è iniziata a delinearsi l’idea di una vittoria di Max.

Clamorosa la dinamica: Nico Rosberg non aveva modificato la mappatura del motore dopo il giro di formazione, rimanendo con un settaggio che permette di ridurre il consumo di carburante. In curva 3 il tedesco si è quindi ritrovato con una “falla” di 180 cavalli, procedendo a circa 16 km/h in meno rispetto a Hamilton che, accortosi della luce lampeggiante nel retro dell’auto di Nico, ha intuito il problema tentando il sorpasso mentre il compagno di squadra era concentrato sul volante per ristabilire il corretto uso della power unit. Eccesso di zelo da parte del britannico, errore di gestione da parte del tedesco, quindi entrambi rimandati per il Gp di Monaco. Ma è inevitabile che questo incidente abbia creato delle crepe nel rapporto già precario tra i 2, forse anche peggiori di quelle originatesi a Spa 2 anni fa.

Pensando al presente, ciò che conta sono gli altri 65 giri della gara sul tracciato di Barcellona, vissuti finalmente al cardiopalma con un risultato indeciso fino alla fine. E c’è già chi propone una “frittata” tra i 2 Mercedes ogni 3 gare come regola per il 2017. La realtà, però, è ben diversa: senza il ritiro delle Frecce d’Argento, Max difficilmente avrebbe vinto la sua prima gara e con tutta probabilità entrambe le Ferrari si sarebbero ritrovate giù dal podio.

A sedare l’entusiasmo è Sergio Marchionne, ma soprattutto Maurizio Arrivabene, un uomo che crede poco alle illusioni e molto al duro lavoro. Ed è quello che ora serve al team di Maranello, non l’ennesima sfiducia verso un dirigente che, è bene ricordarlo, ha risolto una situazione disastrosa nel 2014 portando a degli inaspettati successi l’anno scorso. La SF16-H è nata bene ma soffre in particolari condizioni, situazione evidente nelle qualifiche e nella fase centrale della gara, quando entrambe le Rosse calzavano le gomme medie. Di ipotesi se ne possono fare tante: sospensione posteriore che non lavora bene con certe mescole, mancanza di carico aerodinamico e via dicendo. La SF16-H soffriva molto nell’ultimo settore, quello più guidato dove la trazione gioca un ruolo determinante. Ironia della sorte, l’anno scorso Hamilton ha avuto seri problemi a passare Vettel proprio perchè la sua Ferrari allungava incredibilmente uscendo dall’ultima curva e quindi vanificando l’uso del DRS.

Spanish+F1+Grand+Prix+im9tQqyg_iclA detta di Arrivabene, gli ingegneri hanno capito il problema della monoposto e si adopereranno per risolverlo già durante i test in programma questa settimana, per poi preparare la gara di Monaco. Il problema della Ferrari, come detto, sembra presentarsi in fase di accelerazione, quando la trazione meccanica gioca un ruolo fondamentale. E su un circuito lento come quello di Montecarlo, la trazione è tutto. Tanto dipenderà però anche dalle condizioni climatiche e dalla mole di lavoro svolto proprio a Barcellona, quindi è presto per fare pronostici.

Chi invece ha fatto enormi passi avanti è proprio la Red Bull, presentatasi come quarta forza del mondiale ma divenuta quasi subito la terza. E ora chissà, specie pensando che in Canada la Renault presenterà la versione aggiornata della power unit, un po’ il tallone di achille delle RB12 viste velocità di punta e resa generale dell’unità motrice rispetto a Ferrari e Mercedes.

Insomma, questo mondiale è più vivo che mai e si spera rimanga così. Non ce ne voglia Toto Wolff e la dirigenza Mercedes, però!

P.S: nonostante tutto, il giro più veloce della gara appartiene a Daniil Kvyat, l’unico a scendere sotto l’1.27. La migliore risposta dopo un arretramento che ha dato i suoi frutti, viste le prestazioni di Verstappen, ma molto doloroso da affrontare per il driver russo. Helmut ha l’occhio lungo – non è black humor – ma dovrebbe migliorare il tatto verso piloti che, comunque, hanno fatto tanto per la RB.

Classifica piloti (top-10): 1 – Rosberg (100 punti); 2 – Raikkonen (61 punti); 3 – Hamilton (57 punti); 4 – Vettel (48 punti); 5 – Ricciardo (48 punti); 6 – Verstappen (38 punti); 7 – Massa (36 punti); 8 – Bottas (29 punti); 9 – Kvyat (22 punti); 10 – Grosjean (22 punti);

Classifica team: 1 – Mercedes (157 punti); 2 – Ferrari (109 punti); 3 – Red Bull (94 punti); 4 – Williams (65 punti); 5 – Toro Rosso (26 punti); 6 – Haas (22 punti); 7 – Force India (14 punti); 8 – McLaren (12 punti); 9 – Renault (6 punti); 10 – Sauber (0 punti); 11 – Manor (0 punti);

Lorenzo Michetti