TCR Oschersleben: Seat, dominio totale

Mentre tutta l’attenzione degli appassionati era incentrata sulla 24 ore di Le Mans, in questo weekend è andato in scena il sesto appuntamento stagionale della TCR International Series sul tracciato tedesco di Oschersleben. A differenza della maratona francese, le due gare del campionato turismo gestito da Lotti hanno confermato un dominio incontrastato da parte di una Casa, la Seat che con le Leon gestite dai team B3 e Lukoil non hanno lasciato nemmeno le briciole agli avversari.

 

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D’altronde gli alfieri di casa Seat hanno dimostrato un potenziale incredibile fin dalle qualifiche dove ben cinque Leon si sono issate nelle prime cinque posizioni della griglia. Viene tuttavia naturale pensare che i piloti delle Leon siano stati avvantaggiati da un BoP favorevole grazie al quale le vetture spagnole sembravano davvero volare.  A comandare il plotone troviamo il duo della B3 Racing con il serbo Borkovic davanti al compagno di team Mat’O Homola mentre sono ottimi i tempi fatti segnare dal rientrante Buri al volante della nuova (per lui) Seat Leon della LMS Racing. Il finlandese si piazza al quarto posto in griglia dietro all’alfiere della Lukoil James Nash.

Ci sarà anche stato il dominio di un solo tipo di vettura, ma guai a chi si azzarda a dire che la TCR non ha divertito nelle due gare corse in terra tedesca. Già, perché specialmente la prima è stata incredibilmente ricca di colpi di scena con la condizionale della pioggia che, ancora una volta, ha colpito il circus della TCR. L’asfalto viscido del tracciato tedesco ha incorniciato un duello epico che ha visto protagonista un folto gruppo di vetture, tutte in lotta per un posto sul podio evidenziando lo spirito di questo incredibile campionato. Dopo aver dominato la sessione di qualifica, i piloti della B3 Racing sono partiti con il coltello tra i denti consapevoli di poter ripetere anche in gara un ottimo risultato; tutto ciò si è puntualmente verificato con Homola che, sfruttando i continui errori degli avversari, ha accumulato un risicato ma prezioso gap che gli ha permesso di conquistare il suo primo successo.

Dietro il giovane slovacco si conferma il poleman Borkovic che, con la pista umida, si è esibito nei suoi ormai consueti numeri e traversi con cui pare trasformare la sua Leon in una WRC. Il serbo ha però qualcosa da recriminare soprattutto per non avere sfruttato la pole e un buon passo gara ma si mette comunque in saccoccia la soddisfazione di essersi tenuto dietro le più blasonate Leon del team Lukoil, in particolare quelle di Nash e di Afanasyev. I due driver del team russo sono riusciti a sopravvivere al mucchio selvaggio in lotta per il podio, cosa che è riuscita solo parzialmente al “caposquadra” Oriola. Lo spagnolo, infatti, è stato coinvolto in un contatto con Buri che lo ha mandato per prati ma Pepe è comunque riuscito a rientrare in gara e chiudere al decimo posto conquistando in qualche modo qualche punto in chiave campionato.

 

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Il bilancio per il nativo di Barcellona è molto più proficuo se si considera la seconda corsa nella quale Pepe è riuscito a tornare sul gradino più alto del podio dopo un lungo ed estenuante digiuno. Lo spagnolo del team Lukoil conduce una gara molto solida tenendosi dietro l’arrembante plotone delle Seat comandato da Borkovic il quale si conferma un’altra volta sul podio. Ottima corsa anche per gli altri piloti della Team Craft-Bamboo Lukoil ovvero James Nash e Sergey Afanasyev che chiudono rispettivamente terzo e quarto.

Chi ha invece tanto da recriminare è il campione in carica Comini che è stato fermato da un problema tecnico nella prima corsa mentre era in lotta per le posizioni di vertice. La conseguente partenza dall’ultima posizione nella gara successiva ha complicato ulteriormente i piani del pilota della Leopard che è comunque riuscito a rimontare fino al sesto posto. Tutto ciò non è bastato per mantenere la leadership in campionato dove perde terreno anche il compagno di squadra (e in questo caso di sventura) dello svizzero, Jean-Karl Vernay. Il transalpino, dopo lo strabiliante weekend del Salzburgring, non è stato in grado di ripetere le medesime prestazioni portando a casa un modesto sesto posto come miglior risultato. In casa Volkswagen hanno deluso anche le Golf del Team Engstler che qui ad Oschersleben portava in pista tre vetture, due delle quali affidate a due debuttanti per quanto riguarda la TCR International Series, Niklas Mackshin e Gary Seehan. I due rookie hanno faticato parecchio al volante delle GTI così come Davit Kajaja che ha buttato via un potenziale ottimo piazzamento in gara2 quando si trovava momentaneamente al secondo posto.

Ancora peggio è andata agli uomini della West Coast che, con le loro Civic, non hanno mai trovato il bandolo della matassa su un circuito difficile per le vetture giapponesi. Morbidelli ha conquistato qualche punticino grazie a due modesti piazzamenti ma è troppo poco per chi vuole puntare al titolo; il distacco in termine di punti inizia ad essere pesante e, per il pesarese, sarà necessaria una svolta importante. Dall’altra parte del box della scuderia svedese non è che siano tutte rose e fiori, anzi… Dopo una ottima serie di gare sorprendenti, Mikhail Grachev è incappato in un weekend nero dal quale porta a casa la miseria di un doppio zero. Per il pilota russo ci sarà subito l’occasione di rifarsi nel prossimo round che si correrà sul suo circuito casalingo, quello di Sochi.

 

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Weekend agrodolce per le Giulietta della Mulsanne Racing che hanno fatto vedere qualche passo avanti senza però concretizzare il tutto. In gara-1 le sue Alfa occupavano le posizioni all’interno della top ten ma sono state afflitte dai soliti problemi tecnici, in particolare alla pedaliera, come affermato dalla stessa Cerruti. La nostra portacolori è riuscita comunque a chiudere la seconda corsa al nono posto a differenza di Petr Fulin, costretto a un doppio stop. Il progetto di Romeo Ferraris sembra, nonostante tutto, dare i primi sperati frutti che potranno essere ancora più maturi considerando il fatto che il circus della TCR si trova ancora con mezza stagione da disputare.

Non si può dire la stessa cosa per la Top Run e la Subaru che sembrano essere sparite dai radar già da un paio di mesi.

La situazione in campionato vede un equilibrio incredibile; al comando ci sono i due driver della Lukoil Oriola e Nash con 145 punti ciascuno. Dietro di loro, staccato di sole quattro lunghezze, troviamo il sorprendente Homola mentre leggermente staccato c’è il duo della Leopard con Comini (128 pt) e Vernay (115). Da notare il fatto che in soli 34 punti ci sono ben sette piloti! E chissà se arriveremo a Macao con la stessa situazione!

Alessio Sambruna