WTCC Hungaroring: Bennani e Lopez firmano l’uno-due Citroen

Il terzo appuntamento del mondiale WTCC dell’Hungaroring è stato uno di quegli eventi che ci fa capire quanto siano fantastiche le corse turismo ed il motorsport in generale. Dopo un inizio di campionato caratterizzato dall’imprevedibilità e dalla serrata competizione che hanno animato le prime quattro gare della stagione, anche in Ungheria abbiamo assistito a delle corse incredibili!

Ci si è messa pure la pioggia a scombussolare ulteriormente le carte di uno schieramento di partenza che aveva regalato i primi importanti brividi subito dalle qualifiche, teatro del giro perfetto di Lopez con il quale ha rifilato mezzo secondo a tutti, comprese le Honda ufficiali. Ma proprio loro sono state protagoniste di qualche incomprensione col regolamento: le classifiche delle sessioni di qualifica sono state congelate in quanto le vetture giapponesi sembravano presentare un’irregolarità col fondo della vettura; fortunatamente per lo spettacolo, i sospetti dei giudici FIA sono stati smentiti poco prima dell’inizio della Opening Race dichiarando conformi le vetture della JAS.

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La gara d’apertura del weekend ungherese potrebbe essere contrassegnata con l’etichetta “vietata ai deboli di cuore”. Le premesse c’erano tutte fin dall’inizio, con la pioggia che inizia a cadere copiosa poco prima del via della gara ma le previsioni metereologiche garantiscono assenza di precipitazioni per i minuti successivi; tutto ciò condiziona le scelte di gomme, con Lopez, Muller, Coronel e Monteiro che optano per le slick mentre Bennani si affida alle rain insieme alle Volvo e alle Lada, tranne Tarquini.

E proprio lui sarà uno dei protagonisti, inscenando una pazzesca rimonta dopo la sosta ai box nel giro di formazione – per montare le rain – raggiungendo il 5° posto, mentre chi non ha neanche avuto la possibilità di scegliere la strategia è Norbert Michelisz, fermato da un problema al turbo che lo ha costretto subito al ritiro.

Ma i colpi di scena sono solo all’inizio dato che subito dopo la partenza Bennani scappa via, Tarquini inizia il rimontone e le Citroen e Honda ufficiali paiono evidentemente in seria difficoltà, tanto che le vetture francesi vengono addirittura doppiate (!) dalla C-Elyseè gemella di Bennani. Siamo sicuri che in quegli istanti molti appassionati abbiano pensato che si sia capovolto il mondo…

Le Civic finiscono fuori dalla zona punti tranne quella del privato Ficza, mentre la vera gara si corre là davanti con un Chilton in forma smagliante che rimonta fino al 2° posto, siglando una doppietta Citroen “privata” insieme a Bennani che conquista un meritatissimo successo. Sul terzo gradino del podio sale Nick Catsburg dopo una gara condotta sempre nelle posizioni di vertice con la sua Lada, cosi’ come l’ottimo Fredrik Ekblom chiude al quarto posto con la S60 che dimostra di migliorare di gara in gara anche in condizioni proibitive nelle quali ha lottato per il podio in buona parte della corsa.

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La Main Race non viene risparmiata dal maltempo e la cosa buona per tutti i piloti è la scelta di gomme praticamente obbligata. Dopo il giro a vuoto della Opening Race, le Citroen ufficiali hanno tirato fuori gli artigli, ma questa volta ci sono state anche le Honda a giocare un ruolo importante: Rob Huff si stava giocando la vittoria con Lopez e Muller quando si è fatto prendere dalla foga entrando in contatto con la vettura del francese quattro volte campione del mondo, scatenando l’ira dell’alsaziano oltre ad attirare l’attenzione dei commissari di gara che gli hanno comminato un drive through.

Dopo questo episodio Muller non è più riuscito a stare al passo del compagno di squadra, che a suon di giri veloci è scappato verso la terza vittoria stagionale, mentre Huff si è reso protagonista di una rimonta di rabbia fino al 6° posto. Stesso discorso al quale viene sottoposto Michelisz: l’ungherese partiva dal fondo dello schieramento dopo i problemi di gara-1 ed era riuscito a rimontare fino al sesto posto, quando la sfortuna lo ha colpito ancora una volta sotto forma di un contatto con Tom Coronel nelle fasi finali della corsa, con conseguente foratura della ruota posteriore sinistra della sua Civic che lo ha costretto a tagliare il traguardo su tre ruote.

L’unica Honda che ha condotto una gara pulita è stata quella di Tiago Monteiro, giunto sul terzo gradino del podio precedendo l’ottima (ancora una volta) Volvo S60 di Thed Bjork. L’impressione è che il primo sperato podio arriverà molto presto per la compagine svedese. Chi invece ha da recriminare in questa seconda gara sono le Lada, in particolare quella di Tarquini – finita K.O dopo un contatto con la Volvo di Ekblom – mentre Valente e Catsburg hanno fatto fatica a trovare il bandolo della matassa.

Una gara-2, quindi, all’insegna del “traverso” su fondo bagnato, ma anche delle polemiche. In tanti si sono scagliati contro l’operato della direzione gara, lanciatasi in una serie di penalizzazioni decisamente discutibili poichè a scapito di manovre che da anni rappresentano l’anima delle corse turismo, come sportellate e tamponate. Si spera che le decisioni prese all’Hungaroring non creeranno un precedente pericoloso per una serie che fonda ormai il suo carisma sulla sola brutalità delle battaglie in pista.

Per quanto riguarda il discorso campionato Lopez prova a scappare con il suo bottino di 106 punti, staccando per una dozzina di lunghezze Monteiro (94). Per il portoghese è premiata la regolarità, ma c’è anche la consapevolezza che l’argentino ha vinto metà delle gare disputate fin qui e che difficilmente Pechito sbaglia un colpo. Staccati tutti gli altri a partire da Bennani, 77 punti, e Huff con 60, mentre Muller sembra già messo male per la lotta al titolo visti i 54 punti di distacco dal compagno di squadra.

Prossimo appuntamento a Marrakech, nel weekend dell’8 maggio.

Alessio Sambruna