WTCC Marrakech: Coronel e le Honda in paradiso

In quel di Marrakech è iniziata la stagione extra-europea per il mondiale turismo, con il primo round corso al di fuori del vecchio continente che è stato caratterizzato da un mix di soprese e di solide affermazioni. I piloti sono giunti in Marocco sapendo di doversi confrontare, oltre che con i loro avversari, con il lay-out completamente nuovo del tracciato Circuit Moulay El Hassan il quale è stato ridisegnato accorciando i rettilinei e togliendo le veloci chichane che erano il pezzo forte del vecchio circuito. In questo modo si è incrementata la presenza di curve lente che di conseguenza abbassano la velocità media sul giro creando anche qualche scetticismo tra i piloti. Pensate che con la nuova configurazione non viene usata la sesta in rettilineo!

Meno rettilinei, meno staccate, meno possibilità di sorpasso. Ed è quello che effettivamente è accaduto nelle due corse con pochi, pochissimi scambi di posizione complice anche la pista che non è certo una delle più larghe in calendario. D’altronde quando si ha a che fare con un circuito cittadino non si possono fare miracoli sotto questo punto di vista.

 

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Ma se citiamo il nome di Tom Coronel ecco che le cose impossibili non esistono più: il coriaceo pilota olandese si è trovato a suo agio fin dalle libere sulla pista marocchina ripetendo una buona prestazione anche nelle qualifiche che gli ha garantito la partenza in seconda fila per la Opening Race. Allo start della prima gara, il pilota della ROAL Motorsport è stato bravo a sfruttare un contatto tra Valente e il rientrante Thompson prendendosi la prima posizione senza più lasciarla fin sotto alla bandiera a scacchi e resistendo agli assidui attacchi di Lopez. L’argentino ha lottato fino alla fine per la vittoria nonostante gli 80 kg di zavorra della sua Citroen ottenendo un risultato ottimo considerando che Pechito era partito con l’intenzione di contenere i danni; buona anche la performance dell’altra C-Elyseè ufficiale affidata alle mani esperte di Yvan Muller che ha colto un insperato podio dopo il disastro delle qualifiche nelle quali è stato eliminato nella tagliola della Q2. Il francese ha percorso tutti i giri della Opening Race con il costante pressing delle Honda Civic alle sue spalle le quali hanno viaggiato “in trio” per tutto il weekend ottenendo il quarto, quinto e sesto posto con Monteiro-Michelisz-Huff dopo l’en-plein della sessione di qualifiche che ha visto il dominio delle vetture giapponesi.

E lo stesso risultato delle prove si è rispecchiato nella Main Race dove le Civic della JAS hanno annichilato la concorrenza con una fantastica tripletta festeggiata con tanto di parata stile Ford a Le Mans 1966. La pioggia caduta durante la seconda manche non ha cambiato le carte in tavola con i tre alfieri della casa di Hamamatsu che hanno concluso con lo stesso identico ordine della griglia di partenza. Huff ha conquistato la vittoria a suon di giri veloci tenendo a bada i compagni di team Michelisz e Monteiro mentre Lopez chiude ai piedi del podio conquistando ancora una volta punti preziosi per il campionato dimostrando di saperci fare anche quando le cose non vanno per il meglio. Non è un caso che la capacità di guidare sopra i problemi sia una caratteristica imprescindibile per i grandi campioni, quale Pechito è.

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In qualche modo anche il suo compagno di squadra Muller è riuscito a conquistare un buon piazzamento portando la C-Elyseè al quinto posto nella Main Race anche se il quattro volte iridato non è mai riuscito a mettere le sue ruote davanti a quelle del nativo di Rio Tercero. Il dato curioso del weekend di Marrakech è la mancanza di un’affermazione Citroen in entrambe le gare del round, anche se la costanza di risultati sta premiando in modo non indifferente la condotta di campionato dei piloti della casa di Satory, in particolare quella di Lopez. Sarà sicuramente questo uno dei fattori determinanti per il proseguo del mondiale.

Weekend in chiaroscuro, ancora una volta, per le Lada che sono state sfortunate protagoniste dello start di gara1 con Valente e Catsburg fuori dopo pochi giri a causa di vari contatti mentre Tarquini chiude in settima posizione una gara piuttosto tranquilla. Nella Main Race i driver della Vesta riescono a stare lontano dai guai con il Cinghio che rimonta fino al sesto posto seguito a ruota da Valente mentre Catsburg dimostra chiaramente che questa non è la sua giornata chiudendo con un’amara undicesima posizione.

Dopo le buone prestazione fatte vedere nei precedenti round, in Marocco le Volvo sono sprofondate nel baratro a causa sia di incidenti che di un setup non ottimale. Il lavoro riguardante gli assetti è diverso su un circuito cittadino e perciò  i tecnici e i piloti della Polestar non hanno mai trovato un buon setting. A scombussolare i piani degli uomini Volvo ci si è messa pure la pioggia con le S60 che sono state doppiate nella seconda gara in condizioni di pista bagnata. La speranza è che tutto ciò serva di esperienza al team svedese che ora dovrà fare i conti con la mitica Nordschleife, prossimo appuntamento in calendario. Come si suol dire, passiamo da un estremo all’altro.

Non possono essere felici neanche i tifosi di Mehdi Bennani dato che l’idolo locale ha vissuto un weekend a dir poco difficile a partire dalla quattordicesima posizione ottenuta nelle qualifiche. Nelle due corse sono comunque arrivati punti iridati ma con il pilota della Sebastien Loeb Racing che non è mai stato in grado di inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice.

Per la cronaca, mentre in Marocco e a Spa si correvano le corse di WTCC e TCR, in Inghilterra è andato in scena il terzo round del BTCC che, a livello di schieramento, ha visto in pista più vetture dei due campionati internazionali messi assieme con gare combattute ed equilibratissime e tanta varietà di vetture e di piloti grazie a una formula intelligente che attrae molti team oltre che al pubblico. Viene quindi spontaneo considerare anche la serie d’oltremanica come una seria candidata al trono di “miglior” Campionato Turismo. Il detto recita: “tra i due litiganti, il terzo gode”…

Il prossimo appuntamento con il WTCC è probabilmente quello più atteso in calendario, ovvero quello del Nurburgring che per il secondo anno di fila propone al circus iridato lo scenario della mitica Nordschleife.

Alessio Sambruna