WTCC Nurburgring: Lopez e la legge del più forte

Quando si corre sulla mitica Nordschleife tutto ha un sapore speciale grazie a quel qualcosa di atipico che solo il leggendario tracciato tedesco sa regalare. Ebbene, se parliamo delle gare valevoli per il WTCC corse questo weekend tutto è andato secondo le attese premesse della vigilia, anzi sicuramente oltre dato che durante il quinto appuntamento stagionale del mondiale turismo è accaduto davvero di tutto.

wtcc-2016-nurburgring-ven-1

Il circus del WTCC ha fatto appena in tempo a giungere dalle parti di Nurburg che già il primo di colpo di scena andava in atto sconvolgendo tutti i fans e gli addetti ai lavori ma soprattutto la classifica di campionato. Già, perché la squalifica delle Honda Civic dalle gare di Marocco e Ungheria ha cancellato in un colpo solo le buone prestazioni fatte vedere dalle vetture giapponesi nei round precedenti a quello tedesco. Il problema è legato al fondo delle vetture della casa di Hamamatsu le quali erano state dichiarate regolari in un primo momento salvo poi essere investite dalla doccia gelata giunta dai vertici FIA. La decisione dei tecnici della Federazione fa discutere per i tempi “biblici” con la quale è stata ufficializzata oltre al fatto che questa squalifica pesa come un macigno per tutto il Mondiale.

E questo macigno si è appesantito inesorabilmente ancora di più dopo le due gare corse sulla Nordschleife dove Pechito Lopez ha dettato ancora una volta la legge del padrone. Su una delle piste più difficili del pianeta l’argentino ha conquistato una fantastica doppietta contornata da un’ altrettanto sorprendente pole position. Insomma quando bisogna tirare fuori gli “attributi” e il piede pesante Lopez non delude mai, a tal punto che il compagno di marca Tom Chilton lo ha definito il “Senna del WTCC” per la sua capacità di guidare sempre la limite. Un limite che su una pista tecnica come il vecchio Nurburgring è risultato inavvicinabile per tutti nonostante un presunto problema al motore sulla sua C-Elyseè sorto nelle fasi finali di gara2 che lo ha costretto a gestire una situazione non facile. Con le due vittorie in terra tedesca Pechito dà una mazzata al Mondiale mettendosi in tasca una bella porzione di campionato ma, nonostante le diatribe Honda con la FIA, si deve obbligatoriamente ammettere che il merito è tutto e soltanto suo.

A proposito delle lodi di Chilton, bisogna citare la sua altrettanto sorprendente prestazione grazie alla quale ha chiuso per due volte sul terzo gradino del podio risultando anche il migliore tra i piloti Indipendenti. Buono anche il weekend dell’altro pilota della Sebastien Loeb Racing, ovvero Mehdi Bennani che ha portato la sua Citroen ad un doppio quinto posto. Se da una parte del box Citroen il bicchiere è risultato pienissimo, dall’altro lato del garage francese si può dire esattamente il contrario dato che Yvan Muller è stato colpito da una sfortuna incredibile. Dopo una buona qualifica, il transalpino si stava giocando la vittoria nella Opening Race quando Monteiro, che si trovava nel gruppo di testa, ha forato una gomma andando a sbattere violentemente coinvolgendo anche il pilota della C-Elyseè. L’impatto è stato molto violento tanto da costringere i due driver a rinunciare alla seconda corsa a causa degli ingenti danni alle loro vetture.

La stessa sorte ha colpito anche Tom Coronel, con il pilota della Chevrolet costretto al ritiro per una foratura nella prima corsa e al non schieramento nella Main Race. Il weekend del coriaceo driver olandese non è stato uno di quelli da incorniciare dato che è stato pure multato di 5000 euro per aver usato il cellulare in macchina… Si, proprio così. Il pilota della Roal, attivissimo sui social, ha voluto immortalare con un selfie i festeggiamenti per il fantastico terzo posto in qualifica ma i giudici della FIA hanno considerato pericoloso il suo gesto. In questo modo Tom si ricorderà delle qualifiche sulla Nordschleife anche economicamente parlando.

 

 

112040770-cbd6b1b0-8839-40eb-ae74-b0f47ed47e78

I ripetuti problemi con le gomme hanno indotto i piloti a una riunione dopo la prima corsa nella quale gli pneumatici Yokohama non si sono dimostrati perfettamente adatti allo sconnesso asfalto della Nordschleife. Fortunatamente nella Main Race è andato tutto liscio sotto questo punto di vista.

Non è andata esattamente alla stessa maniera per Lopez che si è sudato la vittoria fin sotto la bandiera a scacchi a causa di qualche intoppo al suo 1.6 turbo Citroen riuscendo a prevalere su Michelisz e Chilton. Il weekend della Honda è stato salvato dall’ungherese che ha conquistato un doppio podio a bordo della sua Civic mentre Rob Huff chiude con due solide quarte posizione costellate da una fantastica rimonta nella Opening Race. Il britannico ha ricoperto il ruolo di “stakanovista” qui al Nurburgring visto che ha corso anche con una vettura GT nella concomitante 24 ore dimostrando un ottima capacità di adattamento a diversi tipi di auto.

Il fascino delle corse Endurance ha catturato anche Nick Catsburg il quale ha corso la maratona tedesca con una Bmw M6 della Rowe Racing; purtroppo per lui, il weekend riguardante il WTCC non è stato uno dei migliori con un sesto posto come migliore risultato. In generale il fine settimana delle Lada non è stato, ancora una volta, esaltante; le vetture russe hanno avuto il loro bel da fare per stare davanti alle Volvo senza mai riuscire ad entrare nella lotta per le posizioni di vertice.

Sembra proprio che i piloti della Vesta dovrebbero iniziare a guardarsi alle spalle in quanto in Germania le S60 hanno dimostrato di avere il passo di Tarquini e soci e forse anche qualcosa di più. Il cammino di crescita delle vetture della Polestar continua in modo convincente con ampio margine di miglioramento in attesa che arrivino i primi risultati importanti. Un esame importante per gli uomini Volvo sarà il prossimo appuntamento sul Moscow Raceway che sarà anche il round di casa per il Team Lada Sport Rosneft.

La situazione in campionato vede Pechito al comando assoluto con 69 punti di vantaggio su Monteiro, 71 su Rob Huff e 73 ai danni di Michelisz.

Alessio Sambruna