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Fia WEC Monza: Toyota Vittoria con il Brivido

La Toyota GR010 #7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Jose Maria Lopez è riuscita ad imporsi al termine di una 6 ore di Monza incerta, segnata diversi problemi tecnici che hanno colpito quasi tutte le Hypercar presenti. Interrotto dopo due successi consecutivi a Spa e Portimao il dominio della GR010 gemella, messa fuori gioco da una serie di problemi che hanno iniziato a presentarsi dopo un’ora e trenta di gara. In un primo momento Brendon Hartley ha lamentato una perdita di potenza, rientrando ad andatura lenta ai box.

Tornato in pista il pilota neozelandese ha avuto due significativi bloccaggi alla staccata di curva 1, evitando per poco il contatto con un’Aston Martin. Risolto anche questo problema, Hartley è stato nuovamente fermato da problemi di pressione del carburante, che hanno relegato la Toyota #8 in fondo alla classifica.

Rimasta con una sola vettura in testa alla corsa, Toyota ha vissuto un altro momento di tensione quando Kobayashi è rimasto completamente senza potenza, parcheggiando la propria auto a bordo pista. Dopo un reset del sistema è riuscito a ripartire, trovando subito il ritmo mostrato in precedenza.

Per alcuni istanti la Glickenhaus #709 di Romain Dumas ha preso la testa della corsa, ma è subito rientrata nel garage per sostituire i freni, operazione che è durata circa otto minuti e che ha fatto scivolare la vettura condivisa dal pilota francese con Frank Mailleux e Richard Westbrook ai margini della top-10. L’equipaggio del team italo-americano è poi riuscito a rimontare fino al quarto posto, mancando il terzo gradino del podio per soli 30 secondi.

Nelle posizioni di testa, un lungo periodo di Full Course Yellow, necessario per sistemare un dissuasore all’interno della variante Ascari, ha permesso alla Toyota #7 di effettuare l’ultimo splash di carburante in sicurezza, rintuzzando definitivamente la rincorsa dell’Alpine, relegata in seconda piazza ad un minuto di ritardo. Sfortunata anche la seconda Glickenhaus, rallentata nelle prime fasi da un problema alla candela e poi dalla rottura del cambio verso metà gara, che l’ha portata al ritiro.

Resta comunque positiva la seconda apparizione delle 007 LMH, grandi protagoniste in Brianza. Inoltre, i numerosi problemi tecnici che hanno afflitto le Hypercar, rendono apertissima la lotta per la vittoria alla 24 ore di Le Mans, con anche le migliori LMP2 che non sono tagliate fuori dalla contesa.

A conquistare il terzo gradino del podio assoluto è infatti stata l’Oreca di United Autosport, vera e propria dominatrice della classe più equilibrata del campionato. Nulla ha potuto la vettura gemella del team WRT, in pole grazie ad un gran giro di Charles Milesi (in equipaggio con Robin Frijns e Ferdinand Habsburg), per contrastare il dominio di Philip Hanson, Fabio Scherer e Felipe Albuquerque, che hanno sfruttato alla perfezione le fasi di neutralizzazione, impostando una strategia perfetta. Terza posizione per il Racing Team Nederland, più forte del Covid-19, che alla vigilia della gara ha messo fuori gioco sia Job Van Uitert sia Giedo Van Der Garde, splendidamente sostituiti da Nyck De Vries e Paul-Loup Chatin.

Per la squadra di Frits Van Eerd anche il successo di classe LMP2 Pro-Am. Corsa complicata invece per il team Jota, con i leader di campionato Anthony Davidson, Antonio Felix Da Costa e Roberto Gonzalez fuori gioco, mentre dopo il botto di Stoffel Vandoorne nelle libere, l’altra Oreca della squadra inglese, che il belga divide con Sean Gelael e Tom Blomqvist, ha recuperato la quinta posizione.

La classe GTE Pro ha regalato come sempre grande spettacolo, con una lotta serratissima durata per tutte le sei ore di gara. A spuntarla è stato l’equipaggio composto da Kevin Estre e Neel Jani, che ha beffato la Ferrari di punta di casa AF Corse. James Calado era anche riuscito a scavalcare Jani nel corso della terza ora di gara, ma la Porsche #92 si è poi riportata al comando.

Nel corso della FCY finale Alessandro Pier Guidi ha tentato l’azzardo, rimanendo in pista e riportandosi così nella scia di Estre, ma a due minuti dal termine è stato costretto a rientrare ai box per uno splash, perdendo la possibilità di attaccare il pilota francese per bissare il successo conquistato settimana scorsa nell’ELMS. Gimmi Bruni ha invece portato l’affondo decisivo per il podio, scavalcando Miguel Molina nella quinta ora.

Ferrari è riuscita ad imporsi in GTE Am, grazie ad una corsa perfetta da parte dell’equipaggio composto da Francois Perrodo, Nicklas Nielsen e Alessio Rovera. Esclusi dalle qualifica per irregolarità tecnica, i piloti della Ferrari 488 di AF Corse sono stati in grado di risalire il gruppo, mostrando una netta superiorità. Sulla pista di casa il pilota italiano è stato autore di una bella rimonta nel corso del primo stint, salendo dalla 15esima alla terza piazza di classe e permettendo a Perrodo di prendere il comando già nel valzer dei pit stop al termine della prima ora, guidando poi il gruppo fino alla bandiera a scacchi.

Augusto Farfus è riuscito a strappare la seconda piazza nel corso dell’ultimo giro dalle mani di un ottimo Tomonobu Fujii, portando Paul Dalla Lana e Marcos Gomes sul podio per la prima volta in questa stagione. Quarto posto per Matteo Cairoli, Riccardo Pera ed Egidio Perfetti, mentre l’equipaggio tutto femminile delle Iron Dames ha chiuso ottavo di classe. Sfortunata invece la 488 di Iron Lynx, fermata da un problema tecnico dopo pochi giri.

Un errore di Roberto Lacorte ha attardato il team Cetilar, vincitore a Portimao, mentre è finita fuori gioco in seguito al dechapamento del pneumatico anteriore sinistro, l’Aston Martin di uno strepitoso Ben Keating, dominatore delle prime due ore di gara in cui ha resistito anche al rientro di alcuni piloti professionisti.

Photo Luca Machetti Photographer

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