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Formula 1

F1, Con Brembo alla (ri)scoperta dell’Austria

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Dopo la trasferta canadese il mondiale di F1 rientra in Europa e ritrova il Gp d’Austria, che mancava in calendario dal 2003 (tanto che sono solo 4 i piloti attualmente in F1 ad averci già corso in passato: Alonso, Button, Massa e Raikkonen).

L’ex A1 Ring, già Österreichring, nel frattempo è stato acquistato da Dietrich Mateschitz, che lo ha ribattezzato Red Bull Ring: i lavori di ammordamento cui è stato sottoposto l’impianto della Stiria hanno riguardato in particolare box, paddock e strutture di supporto, mentre il disegno della pista è rimasto sostanzialmente invariato.

Nel suo layout originario, da 5.9 Km, l’allora Österreichring ha ospitato il mondiale dal 1970 al 1987, poi, dopo esser stato oggetto di un profondo rinnovamento ed esser stato ribattezzato A1 Ring, il circuito di Spielberg è rientrato in calendario nel 1997.

La nuova configurazione fu il frutto del lavoro di Hermann Tilke, allora pressocchè sconosciuto al grande pubblico ma destinato (ahinoi) a monopolizzare la progettazione dei nuovi circuiti di F1.

Come nostra abitudine ci facciamo aiutare da Brembo (che ringraziamo per la disponibilità) per scoprire qualcosa di più circa le caratteristiche del tracciato.

Nella configurazione attuale la pista misura 4326 metri: si tratta del terzo circuito più corto del mondiale, dopo Montecarlo e Brasile, lungo appena 17 metri in più di Interlagos.

La gara si disputerà sulla distanza di 71 giri, pari a 307.146 Km.

La pista gira in senso orario e conta appena 9 curve, di cui 7 a destra e 2 a sinistra: vista la combinazione di 4 rettilinei da 300km/h e di curve perloppiù strette, è richiesto un set up aerodinamico medio.

Si viaggia full throttle per il 70% del giro, quindi è atteso un consumo alto. Il circuito si trova 700 metri sul livello del mare: coi vecchi aspirati ciò avrebbe comportato una perdita di potenza di circa il 7%, cosa che non accadrà con i motori 2014, ma il turbo sarà sottosposto a maggior stress stante la necessità di compensare la pressione atmosferica più bassa.

Si prevede una velocità massima di circa 304 km/h (senza Drs) nel rettilineo tra le curve 2 e 3, con l’ala mobile si dovrebbero raggiungere top speed nell’ordine dei 315 km/h: ricordiamo che le zone di attivazione del Drs saranno due (rettilineo di partenza/arrivo e, appunto, quello di collegamento tra le curve 2 e 3).

Il primo e il terzo settore sono tipo “stop and go”, con allunghi spezzati da curve di 90 gradi: ciò esalterà le doti di trazione e di motore. Il settore centrale si caratterizza per una doppia curva a sinistra (5 e 6) dove sarà importante la capacità delle vetture di far lavorare al meglio gli pneumatici.

La Pirelli ha scelto di fornire ai team gomme soft e supersoft (dopo Montecarlo e Canada è la terza gara consecutiva in cui viene proposta questa combinazione): non si prevedono temperature molto alte (probabilmente non saranno superati i 30 gradi) e ciò si ripercuoterà probabilmente sulla gestione delle gomme soft, che prediligono condizioni più calde.

Ciò, unito alla vicinanza dei tempi favorita dalla scarsa lunghezza della pista, avrà un impatto importante sulle strategie, non solo in gara ma anche nelle stesse qualifiche: potremmo vedere top team costretti ad usare le supersoft già in Q1.

Con il limite di 80 km/h in corsia dei box e un tempo totale di sosta di circa 22 secondi, è probabile il ricorso ad una strategia di gara basata su due soste, magari con uno stint iniziale con le supersoft e due stint successivi con le soft.

Brembo ci informa che la pista è molto esigente per quanto riguarda l’impianto frenante e quindi classificata come “hard”: le frenate sono 7 e il tempo medio speso in frenata sul giro è pari al 14%.

Oltre al numero e all’importanza delle frenate in termini di decelerazione massima, ciò che mette a dura prova i freni è anche il poco spazio per raffreddare l’impianto.

La staccata più impegnativa è quella della curva 2: vi si arriva a 304 km/h (senza Drs) e si frena fino a 67 km/h nello spazio di 125 metri (o, se preferite, nell’arco di 2.8 secondi). La decelerazione massima è pari a 4.89 g con un carico massimo sul pedale del freno di 118 kg.

Ma anche le staccate delle curve 1, 3, 5 e 8 sono molto demanding, presentando decelerazioni massime comprese tra 4.11 e 4.83 g. Nel dettaglio:

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