Categorie
Formula E

DAL CAOS DI VALENCIA ESCONO VINCITORI DE VRIES E DENNIS

Rimpallo di responsabilità tra i team e la Federazione dopo il caos dell’ultimo giro nella gara di sabato. Il campione portoghese preoccupato per le ricadute sull’immagine del Mondiale

Mai avevamo visto un finale così assurdo in Formula E, come in gara 1 a Valencia: all’ultimo giro sono rimasti tutti a corto di energia, su una pista permanente come il “Ricardo Tormo” che offriva meno possibilità di ricarica in frenata, e il campione 2019-2020 Antonio Felix da Costa si è visto sfuggire di mano una vittoria quasi acquisita. Ne ha approfittato invece Nyck De Vries, il più abile (o il meglio guidato dal muretto box) a conservare le batterie, essendo rimasto per la volata con un margine del 2-3% su tutti gli avversari. Sembra poco, invece è una enormità.

L’olandese della Mercedes festeggia il secondo centro dell’anno e torna in vetta al Mondiale, in una corsa già piena di suspence fra pioggia, duelli, uscite di pista per lo scarso grip e ben cinque fasi di safety-car che hanno sballato i calcoli delle squadre, visti i tagli di energia residua impostati ogni volta dalla direzione gara. L’ultimo, di 5 kW/h, ha innescato un effetto domino.

Settimo in griglia, De Vries si era rapidamente portato in seconda piazza e si è lanciato alla caccia del polesitter Felix da Costa. Al giro 18 il portoghese sembrava aver piazzato una mossa chiave, attivando il suo secondo Attack Mode alla ripartenza dopo la safety-car intervenuta per rimuovere la vettura di Sergio Sette Camara, ferma in ghiaia a seguito di una toccata con Mitch Evans (ritirato). De Vries aveva attivato la potenza extra giusto prima della SC, di fatto perdendone i vantaggi, ma niente era ancora deciso: la safety-car è stata richiamata all’opera per lo stop di Andrè Lotterer, nella sabbia dopo aver speronato il nostro Edoardo Mortara. Prova a dir poco disastrosa quella del tedesco di casa Porsche, che in apertura aveva già fatto autoscontro con l’incolpevole Sebastien Buemi nella piega secca di curva 9, allestita per questo weekend.

Distacchi ancora azzerati, e ripresa con due tornate da percorrere, sul filo dei kilowatt: Norman Nato e le due NIO di Oliver Turvey e Tom Blomqvist nemmeno hanno raggiunto il traguardo, mentre i colleghi hanno concluso davvero a passo di lumaca. In primis il battistrada Felix da Costa, costretto a rallentare. L’epilogo è stato da cardiopalma, ma non rende giustizia alla serie elettrica, e non per le capacità tecniche delle sue monoposto. Sarebbe bastata una rimodulazione di energia più contenuta per evitare questa cattiva pubblicità.

Sotto la bandiera a scacchi avevano chiuso secondo e terzo Oliver Rowland e Alexander Sims, squalificati in automatico per uso di energia… oltre limite consentito. Un vero caos. Così, al fianco di De Vries, il podio ha accolto due nomi a sorpresa, considerate le premesse: Nico Muller e Stoffel Vandoorne (escluso dopo la qualifica), scattati rispettivamente 22esimo e 24esimo. Lo svizzero del team Dragon e il belga sull’altra Mercedes hanno remato nelle retrovie, tra escursioni nella ghiaia e contatti, persino fra di loro, con Vandoorne sanzionato di 5″. Poco male, ma l’ex F1 è ora a sua volta sotto indagine per uso “improprio” dell’Attack Mode.

A seguire nell’ordine d’arrivo (per ora…) Nick Cassidy, René Rast, Robin Frijns e Felix da Costa, settimo dopo aver accarezzato il trionfo. Sam Bird, con la Jaguar superstite, ha raccolto due punticini ma non basta a rimanere in vetta alla classifica generale, con De Vries e Vandoorne a superarlo di slancio.

Aggiornamento: altri tre esclusi per eccesso d’energia

Anche Antonio Felix da Costa, Alex Lynn e Sam Bird, rispettivamente settimo, ottavo e nono al traguardo, sono stati esclusi dall’ordine d’arrivo di gara 1 a Valencia per un utilizzo di energia oltre il limite consentito di 33 kWh. Restano così appena 9 auto classificate, con Lucas Di Grassi, Jake Dennis e Jean-Eric Vergne a salire di tre posizioni. Il brasiliano dell’Audi ha ricevuto comunque 30″ di penalità, non influenti sulla posizione, per non aver attivato il secondo Attack Mode. 10 secondi (anche in questo caso solo “formali”) a Stoffel Vandoorne, che invece non ha avuto il tempo di usare per intero il suo secondo bonus di potenza. Il belga ha comunque mantenuto il terzo posto.

Nella pole-position di questa mattina c’era un pizzico di fortuna, ma Jake Dennis ha reso onore alla grande occasione ricevuta: a Valencia il pilota BMW ha conquistato gara 2 della Formula E con una prova quasi impeccabile, viaggiando in testa dall’inizio alla fine. Solo al penultimo giro il britannico ha dovuto rallentare un po’, per evitare di esaurire in anticipo l’energia, ma ha saputo mantenere il sangue freddo e nella volata ha potuto di nuovo spingere al massimo. Per il rookie Dennis è la prima vittoria nella serie elettrica, la numero 5 invece per la BMW, che ha già deciso di salutare al termine di questa stagione.

L’E-Prix odierno, con il meteo tornato sereno e senza safety-car, si è svolto in modo lineare: la gestione della batteria è stata ancora un punto chiave, ma non si è certo ripetuto l’assurdo finale di ieri. Tutto sommato, si può dire che la Formula E non abbia sfigurato al cospetto di un circuito permanente come il “Ricardo Tormo”.

Il gruppo è stato molto quieto per la prima decina di giri, per sfruttare le scie e risparmiare carica, fino all’attivazione degli Attack Mode: da quel momento la lotta si è fatta più intensa. Dennis è sempre rimasto in vetta, ma alle sue spalle ha perso terreno il suo principale inseguitore Alex Lynn, mandato lungo alla frenata di curva 9 da una toccata di Norman Nato, secondo al traguardo ma penalizzato di 5″ dai commissari.

La piazza d’onore è andata così nelle mani di Andrè Lotterer, stavolta preciso e convincente dopo qualche pasticcio di troppo. L’alfiere Porsche rompe il tabù dei 0 punti nel Mondiale e festeggia un podio importantissimo. Sul terzo gradino è salito Lynn, che era scivolato settimo ma è stato bravo a recuperare, lasciandosi alle spalle Oliver Rowland (4°) e René Rast (6°). Anche il portacolori Audi è stato autore di un bella prova partendo da metà schieramento. In mezzo a loro, Nato è stato classificato quinto.

Unico ritirato Stoffel Vandoorne, che per risalire dalle retrovie ha tentato un sorpasso troppo azzardato su Sebastien Buemi all’interno di curva 9, piega secca allestita per questo weekend. Non c’era spazio e il belga, stretto dallo svizzero (incolpevole) ha urtato la barriera danneggiando la sospensione anteriore destra della sua Mercedes. Poco male, perché questa domenica è un nulla di fatto per tutti i big della graduatoria iridata: sono comunque rimasti a secco anche il leader Nyck De Vries (16°), Sam Bird (14°), Mitch Evans (15°) e Robin Frijns (19°), tutti puniti dalle condizioni dell’asfalto in qualifica.

Un uso improprio dell’Attack Mode è costato un drive-through ad Antonio Felix da Costa, rendendo la sua trasferta valenciana una completa delusione. Per la DS Techeetah ha raccolto qualche punto Jean-Eric Vergne, settimo, precedendo la NIO di Oliver Turvey, il nostro Edoardo Mortara e Lucas Di Grassi.

Photo Luca Machetti Photographer

SPEED RACER PHOTO