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VERGNE,VANDOORME UNO – DUE A “ROMA” !!

FORMULA E – Gara 1
Di Grassi fermo, Vince Vergne,Vandoorne non sbaglia nulla INVECE IN GARA 2

Gara 1 della Formula E a Roma è stata tirata, combattuta e divertente: peccato sia terminata sotto safety-car, privandoci dalla battaglia finale per la vittoria. Trionfa Jean-Eric Vergne, ed è quasi un miracolo ripensando ai danni rimediati dalla sua monoposto nelle prove libere di questa mattina, quando era stato tamponato da Oliver Turvey e rischiava di saltare la qualifica. La sfortuna ha invece colpito Lucas Di Grassi, il pilota che oggi ha percorso più strada al comando, protagonista dell’episodio di fatto decisivo.

Al giro 22, concluso il valzer degli Attack Mode e tornato leader risuperando proprio Vergne, il portacolori Audi ha rallentato improvvisamente in curva 7 per un guasto. Di Grassi si è saggiamente tolto dalla traiettoria, ma per schivarlo Stoffel Vandoorne è andato largo, perdendo la direzionalità dell’avantreno a causa di una gobba sull’asfalto. Il belga ha picchiato contro le barriere, colpito anche dal compagno Nyck De Vries che gli era incollato, senza possibilità di evitarlo. Con il tracciato da ripulire e le auto da rimuovere, la bandiera a scacchi è stata sventolata in regime di neutralizzazione.

Vandoorne, il poleman, aveva ricostruito la sua corsa per essere stato speronato da André Lotterer al secondo giro, dopo la partenza dietro la safety-car per l’asfalto reso scivoloso da un po’ di pioggia. L’alfiere Mercedes è precipitato tredicesimo, il rivale della Porsche settimo, ma poi penalizzato di 5″ dai commissari: persino poco, per quanto è stata azzardata la manovra del tedesco. Oliver Rowland si è ritrovato primo per qualche tornata, ma l’inglese ha dovuto effettuare un drive-through per aver utilizzato più potenza del consentito.

Di Grassi e Vergne hanno così assunto le redini del gruppo, viaggiando in tandem e cedendo le rispettive posizioni solo quando hanno dovuto attivare l’Attack Mode nella curva ricavata attorno all’obelisco di Piazza Marconi. Il brasiliano accarezzava l’idea di centrare una vittoria in Formula E dopo quasi due anni, ma la sua sfortuna (il problema tecnico) ha spalancato la strada del successo al rivale della DS Techeetah, che proprio a Roma ha portato all’esordio la nuova unità motrice.

Sul podio, assieme a Vergne, è salita la coppia Jaguar con Sam Bird secondo e Mitch Evans terzo: hanno preso il via da metà gruppo, ma sono stati entrambi autori di una grande prova, con una sapiente gestione dell’energia e qualche sorpasso di pregio. Bird va così in vetta alla classifica piloti, mentre il marchio britannico prende il largo in quella riservata ai team.

Quarto Robin Frijns, con l’Audi clienti del team Virgin, precedendo Sebastien Buemi e René Rast: anche l’ex DTM si è districato fra i tanti colpi di scena odierni, venendo su dalla ventesima casella. Fuori gioco il campione in carica Antonio Felix da Costa, mentre il nostro Edoardo Mortara si è ritirato dopo le noie tecniche in qualifica che lo avevano costretto a schierarsi dalla pit-lane. Per l’italo-svizzero di Venturi, una giornata da dimenticare, così come per Turvey, neanche sceso in pista dopo il crash nelle libere.

Stoffel Vandoorne si aggiudica gara 2 della Formula E a Roma, con un finale da cuore in gola: un solo giro ha deciso tutto, alla ripartenza dopo la safety-car intervenuta per l’incidente dell’Audi di René Rast con circa sei minuti e mezzo restanti. Il pilota Mercedes non ha però sbagliato nulla, riscattandosi dalla sfortuna di ieri, peraltro dopo una corsa già perfetta. Quarto in griglia e salito in testa al giro 5, il belga da lì ha viaggiato sempre al comando, senza rischiare la posizione nemmeno per attivare l’Attack Mode. Vandoorne è riuscito ad accumulare fino a 6″5 di vantaggio, mettendosi poi in gestione quando dai box gli è stato chiesto di conservare più energia. Quell’ultima neutralizzazione poteva trasformarsi in una beffa, ma non si è fatto sfuggire la vittoria al cospetto del boss Toto Wolff presente per l’occasione.

In piazza d’onore ha chiuso Alexander Sims, al primo podio con la Mahindra: bella prova per l’inglese, che ha agguantato il secondo posto “fulminando” Pascal Wehrlein nella ripresa dopo la full course yellow chiamata dal crash dell’altra Audi, quella di Lucas Di Grassi, al giro 8 toccato da Sebastien Buemi.

Wehrlein ha tagliato il traguardo 4°, ma è stato promosso terzo con la squalifica di Norman Nato, dovuta a un eccessivo uso di potenza. Peccato per il rookie della Venturi, che ha saputo rifarsi dopo aver faticato un po’ nelle fasi iniziali, quando ha presto ceduto la vetta ereditata grazie all’errore del poleman Nick Cassidy. Il neozelandese è andato in testacoda un paio di curve dopo la bandiera verde, dato che per l’asfalto ancora umido lo start è di nuovo avvenuto sotto safety-car.

La Venturi si consola con il nostro Edoardo Mortara, promosso quarto, che ha terminato con lo 0,0% di batteria e ha resistito di forza all’assalto finale di Maximilian Gunther, quinto. Sesto Mitch Evans, il quale guadagna punti molto preziosi considerando gli 0 di Sam Bird, Robin Frijns e Nyck De Vries che lo precedevano in graduatoria dopo gara 1. Anzi, Bird e De Vries non hanno nemmeno concluso, con l’olandese che ha perso il controllo in un tentativo di sorpasso mettendo ko se stesso, il rivale della Jaguar e coinvolgendo pure Oliver Rowland. Robin Frijns ha invece ricevuto 30″ di penalità per non aver usato il terzo dei tre Attack Mode previsti, ma l’alfiere Virgin era comunque fuori dalla top 10.

Settimo in rimonta il campione in carica Antonio Felix da Costa, incappato in qualifiche difficili con la DS Techeetah, davanti alla NIO di Tom Blomqvist, alla Dragon Penske di Nico Muller e alla Nissan di Buemi, sanzionato di 5″ per quanto avvenuto con Di Grassi. Undicesimo Jean-Eric Vergne, vincitore ieri, che ha fatto il possibile scattando appena ventunesimo.

Domenica dalle stelle alle stalle per Cassidy: il neozelandese è stato molto grintoso per rimediare al testacoda iniziale, in cui per miracolo non ha urtato le barriere, poi è stato mandato a muro da una “spallata” di Rowland in curva 16. Precipitato in coda al gruppo, non ha raggiunto l’arrivo.

Photo Luca Machetti Photography

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Di Redazione

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