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GT World Challenge Europe

Monza, GT World Challenge: vittoria Porsche su Mercedes. Poi Lamborghini e Ferrari

Nella 3 Ore di Monza, primo round del GT World Challenge Europe 2021, vittoria per la Porsche 911 Gt3-R del team Dinamic che guadagna undici posizioni nel corso della gara. Seconda la Mercedes-Amg di Raffaele Marciello, davanti a Lamborghini Huracan. Quarta la Ferrari 488 di Antonio Fuoco

La stagione Endurance del GT World Challenge Europe comincia con una qualifica tiratissima, con 24 auto nello spazio di 1″, e la pole-position di Monza decisa per appena 7 millesimi. Festeggiano Lamborghini e il team FFF, tricampioni 2019, per merito del guizzo finale di Andrea Caldarelli che nella media cronometrica di Q1, Q2 e Q3 è riuscito a portare la sua Huracàn davanti di un soffio alla Mercedes di Jules Gounon.

Nell’ultimo segmento, il pilota abruzzese ha fermato i cronometri in 1’46″729, mentre il francese della scuderia AKKA ASP è stato il più veloce in assoluto in 1’46″442. Ma non è bastato: i precedenti riferimenti del nostro Raffaele Marciello (1’47″223) e di Daniel Juncadella (1’47″375) hanno dato vita a una combinata di 1’47″013, a confronto del 1’47″006 dell’equipaggio tutto italiano di casa FFF, con Mirko Bortolotti che si era imposto in Q1 (1’46″949) e nonostante un Marco Mapelli meno incisivo in Q2 (1’47″341), complice forse un po’ di traffico.

In odore di pole-position è stata anche la Ferrari #71 della compagine romagnola Iron Lynx, in vetta provvisoria dopo la Q2 grazie ad Antonio Fuoco e al vicecampione Callum Ilott. Il miglior tempo di Davide Rigon in Q3 per track limits, però, ha alzato la media cronometrica determinando la terza casella sulla griglia. Comunque, un ottimo inizio per Iron Lynx, al debutto sulla scena del GT World Challenge.

La gara che celebra il decennale della serie organizzata da SRO, inaugurata nel 2011 come Blancpain Endurance Series proprio da Monza, vedrà scattare dalla quarta casella l’Audi #32 del team WRT affidata a Dries Vanthoor, Kelvin van der Linde e Charles Weerts, quinta invece la Porsche nell’iconica livrea Martini del GPX Racing con Mathieu Jaminet velocissimo in Q3.

Lamborghini si gode anche le belle prestazioni del team Emil Frey: 6° il trio composto da Giacomo Altoé, Norbert Siedler e Albert Costa, 7° quello tutto elvetico formato da Alex Fontana, Rolf Ineichen e Ricardo Feller, unici iscritti alla Silver Cup capaci di entrare in top 10 e, ovviamente, in “pole” di categoria. Da sottolineare che Fontana è stato quinto assoluto in Q1, Feller addirittura secondo in Q3. Ottava piazza per l’altra Ferrari targata Iron Lynx del campione in carica Alessandro Pier Guidi, Nicklas Nielsen e Come Ledogar. In Pro-Am ha svettato la McLaren del team Inception con Oliver Millroy e Brendan Iribe, battendo anche in questo caso di pochissimo (14 millesimi) la Bentley CMR di Vannelet/White/Panciatici.

Peccato invece per il team Madpanda, che ha visto Rik Breukers brillare in Q2, ma saltando la Q3 per un apparente surriscaldamento ai freni è arrivata la penalizzazione nel calcolo del tempo medio: toccherà scattare dal fondo dello schieramento. Assente invece la Porsche #222 del team Allied Racing, protagonista nelle prove libere di ieri pomeriggio di un violento botto all’uscita di Lesmo, con Jan Kasperlik al volante. I danni riportati dalla macchina, specialmente all’anteriore, hanno costretto a disertare la giornata odierna.

Tanta lotta in pista, meteo ballerino e colpi di scena, tra cui una decina di forature o cedimenti dei pneumatici Pirelli. Non è mancato nulla a Monza, nella gara che ha inaugurato la stagione Endurance del GT World Challenge Europe, ma alla fine ha vinto la stessa macchina di due anni fa: la Porsche numero 54 del team italiano Dinamic, guidata da Christian Engelhart, dal nostro Matteo Cairoli e (come nel 2019) da Klaus Bachler che ha tagliato in trionfo il traguardo al termine di una 3 ore memorabile, nel decennale della serie creata da SRO nel 2011.

L’equipaggio della squadra emiliana aveva chiuso dodicesimo in qualifica, senza aver trovato il giusto assetto. Ma poi il vento è cambiato. Engelhart e Cairoli hanno recuperato terreno, schivando tutte le insidie di una corsa pazza: unico intoppo, lo spegnimento del motore al momento di ripartire dopo il primo cambio pilota, quello in cui è stato il comasco a calarsi nell’abitacolo per dare vita a un turno da manuale sul bagnato. La pioggia ha mutato le condizioni del circuito dopo una decina di minuti, rendendo poi necessario il passaggio dalle slick alle Pirelli wet, andate però in crisi quando il fondo è tornato ad asciugarsi. Specialmente la posteriore sinistra, con il distaccamento del battistrada che ha rovinato la carrozzeria di alcune auto, spargendo detriti e richiedendo più fasi di full course yellow o safety-car per ripulire il tracciato. Dopo il grande lavoro di Engelhart e Cairoli, l’austriaco Bachler ha poi completato l’opera.

Non lontani hanno chiuso Jules Gounon e Ricardo Feller: se il francese ha piazzato la Mercedes di AKKA ASP dove era partita con il nostro Raffaele Marciello, seconda, l’alfiere dell’Emil Frey Racing ha finalizzato un’impresa clamorosa insieme ad Alex Fontana: il ticinese, subentrato nel secondo stint a Rolf Ineichen, dopo circa un quarto d’ora di guida ha patito il collasso della famigerata gomma posteriore destra, ma a differenza di altri rivali è riuscito a raggiungere i box per la sosta. Fontana è scivolato 24°, ma tra un grande ritmo con le slick e il valzer delle strategie ha consegnato la Lamborghini #14 a Feller dopo essere diventato leader provvisorio. Per gli elvetici arriva la vittoria in Silver Cup (dopo la “pole” del mattino) e il podio assoluto, il primo mai raggiunto in Endurance Cup da un equipaggio iscritto a questa classe. E Feller nelle battute conclusive ha messo parecchia pressione a Gounon, che però ha tenuto duro.

Lamborghini può sorridere, dopo l’enorme sfortuna che ha invece colpito FFF: scattato in pole, Mirko Bortolotti è stato impeccabile nello stint di apertura, duellando con Marciello sul bagnato con le slick, ma la sua Huracan ha patito noie elettriche uscendo dalla corsia box dopo il pit-stop. Il pilota trentino si è addirittura fermato in pista, è ripartito procedendo a rilento, ma perdendo un giro la gara era ormai compromessa (24° posto finale, con Andrea Caldarelli al volante). Un vero peccato.

Iron Lynx, al debutto nel GT World Challenge, tra alti e bassi è stata sempre in gioco: quarto posto per la Ferrari affidata a Davide Rigon, Callum Ilott, alla prima corsa Gran Turismo in carriera, e Antonio Fuoco, in odore di podio nel finale, quinta per quella di Alessandro Pier Guidi, Nicklas Nielsen e Come Ledogar.

I guai di gomme hanno tolto invece di scena l’Audi WRT #32, nelle mani di Kelvin van der Linde, e la Mercedes #4 di HRT che era addirittura in vetta provvisoria con Luca Stolz. I loro rispettivi compagni, Charles Weerts e Maro Engel, avevano dato vita una bella battaglia sul bagnato. In apertura, la prima neutralizzazione era stata causata dal botto di Rob Collard in uscita dalla variante Ascari, durata una ventina di minuti tra FCY e regime di safety-car vera e propria. E un’altra fase di safety-car durante la prima ora è stata provocata dall’uscita del gentleman Francesco Zollo alla Parabolica.

In Pro-Am il successo è andato ad Alexander West, Chris Goodwin e Jonny Adam sull’Aston Martin di Garage 59, 14° assoluti, battendo gli ottimi Phil Keen e Hiroshi Hamaguchi (16°) che hanno regalato una piccola consolazione a FFF.

Photo Luca Machetti Photography

SPEED RACER MOTORSPORT

Di Redazione

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